DIARIO POST MORTEM: ORIGINI

Era una festa d'ufficio. Nessuno mi aveva davvero invitata, ma c’ero comunque. Un collega era stato promosso e tutti sembravano ubriacarsi di prosecco e invidia. Io sorseggiavo acqua tonica e sorridevo alle battute sbagliate. Quando lui — il collega promosso — cominciò a urlare, pensammo tutti fosse uno scherzo. Poi, quando cominciò a mordere una stagista, capimmo che non era per ridere. Lì iniziarono le urla vere. La prima a cadere fu proprio lei, la stagista. Ma si rialzò. E lo fece con gli occhi vuoti e la bocca sbavante. Una collega cercò di aiutarla, venne azzannata alla spalla. Anche lei si rialzò. Il panico montava. Io cercavo la mia amica Clara. La trovai, con un uomo sopra di lei che la stava mordendo al collo. Provai a strapparla via da quella morsa, ma l’aggressore era troppo forte. Finii a terra. Lui mi fu sopra in un attimo. Sentii il morso. Uno strappo nella carne, poi il caldo del sangue che colava lungo la schiena. Ma mi divincolai. Barcollando, con la mano sulla ferita, uscii da quell’inferno. Il mondo non era normale. Il caos era ovunque. Auto che si schiantavano, persone che correvano senza meta, cani con le orecchie basse in fuga. Una donna in una macchina mi guardò con occhi vitrei e cercò di afferrarmi dal finestrino. Una radio gracchiava in un’auto abbandonata: **"Stato d’allerta. Restate in casa. Non uscite."** Le forze mi stavano abbandonando. Mi accasciai contro un muro. Il sangue non smetteva di uscire. Eppure, dentro, la mente correva. Ricordai due giorni prima. Clara mi aveva parlato dei test in laboratorio, di strane scariche nelle camere sigillate, di metallo che si muoveva senza motore. Lavorava per una società biotech: la ExonTek. Avevano ottenuto un finanziamento per sviluppare micro-rigeneratori cellulari. Ma qualcosa era andato storto. Gli scarti — nanomacchine incompiute, frammenti — erano stati smaltiti illegalmente. Non si erano disattivati. Si erano aggregati. E avevano trovato corpi morti in cui annidarsi. Il mio compagno — sì, lui — era il vice-direttore delle ricerche. Non parlava mai del suo lavoro, ma lo vedevo stanco, cupo. Quella mattina aveva dimenticato il badge a casa. Lo guardai distratta, ma adesso ricordavo il logo inciso: ExonTek | Rigenerazione Avanzata. Fu in quel momento che smisi di sentirmi umana. Ma... non ero ancora morta. Non del tutto. Copyright 2025 EMANUELA tutti i diritti sono riservati

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