Leggenda urbana Torinese: I Guardiani della città
La notte di Torino aveva il sapore amaro della solitudine. All'una e mezza passata, quando il freddo si faceva più pungente e le luci dei negozi di Via Roma si spegnevano una dopo l'altra, Piazza San Carlo si trasformava in un grande salone fantasma. I lampioni proiettavano un riverbero giallo e spettrale che si rifletteva sulle vetrine silenziose, illuminando il vuoto. A sedici, quasi diciassette anni, il mondo era ancora un posto sconfinato e le serate in discoteca si allungavano fino a quel punto, ma camminare da sola a quell'ora era un’altra cosa. I tacchi delle mie scarpe risuonavano sul selciato, un ritmo ostinato che cercava di nascondere il battito più accelerato del mio cuore. Era un rumore forte, quasi un modo per dire al buio che ero lì. Ero io e l’eco dei miei passi. Poi, un suono diverso, una specie di fruscio leggero, ruppe il silenzio. Da un vicolo che sembrava uscito dal nulla, un angolo tra due palazzi identici che non avevo mai notato prima, spuntò una f...