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Visualizzazione dei post con l'etichetta Horror

Il Settimo Senso : oltre il confine della carne....... il Faro è nuovamente acceso per voi...

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  Nel Laboratorio K-27 non era mai davvero notte. Le luci rimanevano accese in un crepuscolo artificiale, un chiarore lattiginoso che scoloriva i volti e faceva brillare le ombre come se avessero una coscienza propria. Il dottor Varlei avanzava lento, le mani intrecciate dietro la schiena, mentre l’aria vibrava di un ronzio sottile. Non veniva dalle macchine, ma dalle menti. L’odore di ozono freddo si mescolava a un nuovo sentore, ferro caldo e umido, come se qualcosa stesse lentamente bruciando dall’interno. Le cavie erano disposte in file ordinate, sospese tra veglia e torpore, collegate a caschi sensoriali che pulsavano come uova d’insetto in procinto di schiudersi. Non cercavano poteri, né talenti nascosti. Cercavano di liberare ciò che la natura aveva imbavagliato per pietà: il Settimo Senso. Il senso che anticipa il mondo. Il senso che ascolta ciò che la coscienza non osa dire. Il senso che, una volta risvegliato, non può più tornare a dormire. Varlei si fermò davanti al S...

72 ORE

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  Il rumore non apparteneva più alle cose che lo avevano generato. Non era sirena, non era urlo, non era il lamento delle gomme sul catrame bagnato; era un’unica massa sonora, informe, che pulsava contro i timpani come se volesse entrarci. Avvertii la sensazione spiacevole che non provenisse dall’esterno, ma da dietro gli occhi. L’aria sembrava aver subito la stessa contaminazione. Il tanfo di benzina e metallo arroventato arrivava in onde irregolari, e in mezzo c’era quell’altra nota, dolciastra, appiccicosa, che raspava in gola come un’unghia spezzata. Cercai di convincermi che fosse un odore familiare, per normalizzarlo, ma il pensiero che potesse diventarlo mi diede la nausea. Eravamo incastrati tra due auto ripiegate su sé stesse come carcasse d’insetti. Il furgone blu che avrebbe dovuto portarci via era finito contro un semaforo storto, proprio all'angolo del Lungo Po Antonelli. Le luci lampeggiavano a intermittenza, senza sequenza, come un codice che nessun...

Settore 9: quando la sopravvivenza è assimilazione

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«Qualsiasi cosa accada, la supereremo insieme...» Le parole della dottoressa Varon rimbalzarono nel corridoio sterile, mentre la porta automatica si chiudeva alle loro spalle con un sibilo d'aria compressa. Il pavimento rifletteva le luci al neon come una lama d'acciaio. Odore di ozono, plastica bruciata, e un battito sordo e regolare — tic-tic-tic — proveniente dalle pareti, come un cuore artificiale che aveva dimenticato di morire. Il Settore 9 era stato sigillato dieci anni prima, dopo che gli esperimenti su campioni biologici estratti da un ghiacciaio siberiano erano andati troppo oltre. All’interno, avevano trovato una forma di vita perfettamente conservata: un insetto simile a una blatta, dotato di strutture neurali avanzate. Questa creatura si era rivelata un parassita che si riproduceva per infezione, entrando nel corpo dell’ospite e “riscrivendo” il suo sistema nervoso. L’uomo e l’insetto diventavano una sola cosa, e l’intelligenza collettiva prendeva il controllo...

Exorcismus

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La stanza non era più una stanza; era la bocca di una balena cieca, un organo caldo e umido che lamentava la perdita della luce. L’aria stessa vibrava, un battito di palpebre sordo e incessante. Le candele votive, spente non da un soffio, ma da una pressione pneumatica e gelida, lasciavano il loro fumo come lembi d’alito nero, che non salivano, ma si diffondevano a terra, strisciando. Suor Teresa, il corpo che doveva essere un tempio di grazia, levitava al centro della scena. Non si trattava di un’ascesa mistica, gentile, ma di un’alzata forzata e bestiale, come se mani invisibili e brutali l'avessero afferrata per le spalle, rivoltandola come un giocattolo di carne strappato alla sua funzione. La tunica, l’umile saio marrone, si arcuava in tratti di tessuto innaturali, la stoffa tesa fino a sembrare cuoio. La testa iniziò a ruotare. Il movimento non aveva nulla di umano: era lento, glaciale, il tronco immobile, saldo al centro della scena come un m...

L'infestazione : settore 9

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  L'infestazione : settore 9 «Qualsiasi cosa accada, la supereremo insieme...» Le parole della dottoressa Varon rimbalzarono nel corridoio sterile, mentre la porta automatica si chiudeva alle loro spalle con un sibilo d'aria compressa. Il pavimento rifletteva le luci al neon come una lama d'acciaio. Odore di ozono, plastica bruciata, e un battito sordo e regolare — tic-tic-tic — proveniente dalle pareti, come un cuore artificiale che aveva dimenticato di morire. Il Settore 9 era stato sigillato dieci anni prima, dopo che gli esperimenti su campioni biologici estratti da un ghiacciaio siberiano erano andati troppo oltre. All’interno, avevano trovato una forma di vita perfettamente conservata: un insetto simile a una blatta, dotato di strutture neurali avanzate. Questa creatura si era rivelata un parassita che si riproduceva per infezione, entrando nel corpo dell’ospite e “riscrivendo” il suo sistema nervoso. L’uomo e l’insetto diventavano una sola cosa, e l’intel...