IL CUSTODE DEL QUARTO PORTONE - VERSIONE DEMONIACA
IL CUSTODE DEL QUARTO PORTALE
Torino è una città di superfici eleganti, di pietra e armonie geometriche. Ma sotto queste simmetrie, si narra riposi qualcosa di più antico. Le leggende più persistenti raccontano di quattro punti di convergenza energetica nel sottosuolo cittadino: tre conosciuti solo a pochi studiosi di esoterismo, e un quarto… la cui natura è così remota da essere quasi dimenticata.
La città notturna sembrava respirare. Non con i polmoni, ma con le pietre. Le strade si gonfiavano di nebbia, i lampioni tremolavano come candele insicure e l’aria odorava di ferro, muffa e pioggia stagnante. Nessuno faceva domande quando la nebbia scendeva così, improvvisa, pesante, avvolgente come una coperta di piombo. I torinesi avevano imparato a riconoscerla: quella non era nebbia meteorologica.
Era qualcos’altro.
Si dice che sotto Palazzo Trucchi di Levaldigi esista un punto invisibile, un varco antico, dimenticato persino dalle mappe esoteriche: il Quarto Portale [1]. La Porta del Diavolo.
Nessuno lo nomina ad alta voce, non per superstizione, ma per istinto. Come quando si avverte che c’è qualcosa di vivo e famelico appena oltre la soglia.
Fu in una di quelle notti dense, quando la pioggia non cadeva ma scivolava dall’aria come sudore di pietra, che Lorenzo imboccò Via Alfieri. Aveva le cuffie nelle orecchie, ma la musica era muta: aveva dimenticato di premere “play”. Eppure, giurò di aver sentito un battito. Non quello del cuore. Un battito dietro le mura.
Le finestre erano tutte chiuse, ma Torino non dormiva...
Hai appena sfiorato la soglia.
Il resto del racconto si nasconde nelle tenebre di Cronache Oscure — Emanuela Ferrara, Black Raven Edizioni.
Quando aprirai quel libro… non sarai più solo.
Is coming…

Non hai varcato una pagina. Hai disturbato il custode.
RispondiEliminaQui il tempo si piega, le parole sanguinano, e il Custode conta solo gli ingressi veri.
Lascia traccia... o il portale si richiuderà sul tuo silenzio.