La luna di Pennapiedimonte

🌒 La Luna Nera di Pennapiedimonte

“Non è il vento a portare via le voci. È lei.”

Dicono che nei boschi sopra Pennapiedimonte, quando la nebbia cala troppo in fretta, la terra trattiene il passo degli uomini. Non è il vento a portar via le voci: è la Luna Nera, creatura invisibile che si sveglia solo nelle notti dispari di luglio, quando il silenzio pesa più del caldo.

Un tempo, i pastori evitavano di dormire sotto gli alberi di faggio. “Troppo vivi,” mormoravano. “Ascoltano.” E chi aveva le mani screpolate dalla pietra sapeva che certe ombre non vanno scacciate: vanno rispettate.

La Luna Nera non ha volto. Ma possiede occhi. Non due. Tre. Uno nel cielo, uno nel lago, uno nel cuore di chi sogna troppo forte.

Un vecchio scalpellino di nome Zopito raccontava che sua madre, da giovane, aveva incrociato la creatura. Le aveva chiesto in cambio della bellezza un sogno che non finisse mai. E la Luna Nera aveva risposto:

“Ti darò un sogno che si ripete. Ma non finisce.
Sarai bella finché nessuno ti sveglierà.”

Ogni notte, si dice, la donna camminava lungo il sentiero che porta alla roccia a forma di velo. E ogni giorno, gli occhi dei paesi intorno dimenticavano il suo nome.

Zopito non l’ha mai più vista. Ma ogni volta che scolpiva una madonna in pietra, il viso sembrava il suo.


🎙️ Episodio della trilogia "Abruzzo Arcano"
Racconto originale – Voce in arrivo dal buio.

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