La Chiave di Notre-Dame: leggenda oscura tra serrature maledette e spiriti parigini
La Chiave di Notre-Dame: leggenda oscura tra serrature maledette e spiriti parigini
Nel cuore di Parigi, sotto la luce tremolante dei lampioni che si specchiano sulla Senna notturna, la cattedrale di Notre-Dame si staglia contro il cielo come una sentinella antica. I turisti la ammirano di giorno, ma pochi si avventurano nelle sue vicinanze dopo il calar del sole, quando le gargoyle sembrano spiare, e l’aria sa di pietra bagnata e segreti non confessati.
Secoli fa, quando le strade del Marais erano percorse da carrozze cigolanti e i passanti si affrettavano a tornare a casa prima dell’Angelus, Baptiste LeFevre, un giovane fabbro della Rue des Forgerons, ricevette un incarico straordinario: creare le serrature principali di Notre-Dame, complesse e sicure, degne del luogo più sacro di Parigi.
Ma nel Quartier Latin, dove le ombre sembrano più lunghe e i muri mormorano nomi dimenticati, Baptiste cercava ispirazione… e finì per inoltrarsi in un’officina abbandonata sotto Les Catacombes. Qui, tra ossa murate e corridoi vietati, apparve una figura avvolta da mantello e fumo: uno spirito ingannatore, come lo chiamavano nei racconti mai scritti.
“Notre-Dame vuole serrature che non si aprano,” disse con un sorriso tagliente. “Tu vuoi il genio. Prendilo. Ma ogni porta che chiuderai sarà una soglia per me.”
Baptiste accettò.
Le serrature apparvero in pochi giorni. Belle. Impenetrabili. Incise con glifi che nessun parroco seppe interpretare. Il giorno della consacrazione, le campane sonarono da sole. E Baptiste... svanì.
Da allora, la leggenda si è intrecciata con la pietra stessa della cattedrale. Nei passaggi nascosti dietro la sacrestia e sotto la cripta, alcuni giurano di udire ancora colpi di martello e gemiti metallici. Si dice che una delle chiavi maledette sia custodita nella biblioteca segreta della Sorbona, e che una serratura non sia mai stata aperta, nemmeno dai restauratori.
Alcuni storici sostengono che il disegno delle serrature presenti simboli alchemici, e che Baptiste fosse in contatto con una società esoterica parigina. Altri parlano di un manoscritto perduto, firmato con un glifo identico a quello inciso sulla porta sud.
E nel cuore della notte, quando Parigi tace, chi passa vicino alla grande porta può avvertire un brivido. Come se Notre-Dame respirasse. O aspettasse.
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