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Cronache Oscure Edizioni La zona Oscura

CRONACHE OSCURE LA PRIMA ANTOLOGIA HORROR DEL 2026

  IL CONTO ALLA ROVESCIA È INIZIATO: CRONACHE OSCURE STA ARRIVANDO. C’è qualcosa che si muove nel buio. Non è un’impressione, non è la tua immaginazione che gioca brutti scherzi. È il rumore della realtà che si sgretola. L’antologia Cronache Oscure , edita da La Zona Oscura , sta per essere liberata. Tenete le luci accese. Non sono storie da leggere prima di dormire. Sono schegge di vetro infilate sotto la pelle. Insieme alla Zona Oscura abbiamo selezionato il peggio dell'abisso umano, quello che non trova spazio nei libri "perbene". Qui non ci sono eroi, non ci sono salvataggi all’ultimo secondo. C’è solo la cruda, sporca e affascinante verità dell’orrore. Perché ho scelto La Zona Oscura? Perché per raccontare certe storie serve un editore che non abbia paura di guardare il mostro dritto negli occhi. Cosa sta per succedere? Nelle prossime settimane inizierò a sollevare il velo. Vi darò dei piccoli assaggi, dei frammenti di ossigeno bruciato, delle istantanee di un mondo ...

Lo Zainetto bianco- Tra paura, pregiudizio e verità


Stavo aspettando il mio turno dal medico, quando un ragazzo è entrato con uno zainetto bianco. L'ha lasciato accanto alla sedia e si è allontanato dicendo che sarebbe andato a prendere un caffè. Trenta minuti dopo, quel piccolo oggetto dimenticato aveva già scatenato mille pensieri nella mia mente.

Era giovane, e un'inquietante supposizione si è fatta strada: "E se nascondesse qualcosa di pericoloso?" Un pensiero ingiusto, nato da condizionamenti profondi che a volte si manifestano senza permesso quando ci troviamo di fronte a ciò che non conosciamo.

Ma quel ragazzo è tornato. Si è scusato con gentilezza e ha chiesto se fosse il suo turno. Poi ha iniziato a raccontarsi: nato in Italia da madre italiana, si è ritrovato intrappolato in una storia assurda. Stessa data di nascita, stesso cognome di un uomo ricercato. E così, ogni volta che veniva fermato, doveva dimostrare di non essere chi pensavano.

Lo zainetto bianco non conteneva minacce. Conteneva una storia. Una vita vissuta in sospensione, una quotidianità segnata da giustificazioni ripetute e da errori che nessuno aveva scelto.

Ciò che scegliamo di non conoscere ha radici profonde. Siamo stati modellati dalla paura e da convinzioni radicate: per le differenze, per i ruoli imposti, per ciò che devia dalla norma. Preconcetti che ancora ci fanno tremare, spesso senza una ragione valida. Il prato è verde in ogni continente, sotto lo stesso cielo — ma ci insegnano a guardarlo con lenti diverse. E così, quel semplice zainetto bianco lasciato da un ragazzo qualunque evoca dubbi, sospetti, incertezze in chi è abituato a giudicare.

Ma il mondo è UNO. E ognuno di noi è solo una storia che aspetta di essere ascoltata.

Autrice Emanuela

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