MONTE MUSINè IL SEGRETO DELLA MONTAGNA CHE VEGLIA SU TORINO


                                               

                            Monte Musinè: il respiro segreto della montagna che veglia su Torino

A pochi chilometri da Torino, all’ingresso della Val di Susa, il Monte Musinè si staglia contro il cielo come una presenza silenziosa, austera e profondamente inquieta. Non è soltanto una montagna—è un simbolo, un mistero stratificato da secoli di leggende, testimonianze e fenomeni ancora oggi senza spiegazione.

Anticamente noto come Mont Asiné, "Monte degli Asini", il Musinè è in realtà un antico vulcano spento. La sua struttura geologica è particolare: ricca di minerali come magnetite e magnesite, genera potenti campi elettromagnetici che interferiscono con bussole, trasmissioni radio e perfino con la percezione individuale di spazio e tempo. Escursionisti, studiosi e semplici curiosi raccontano di sensazioni strane, vertigini e di una sorta di “presenza” che si avverte già ai primi tornanti. Come se la montagna… osservasse.

    Magnetismo, energia e geometrie invisibili

Il Musinè è considerato da molti ricercatori esoterici un punto energetico di altissima intensità, una vera “antenna cosmica” capace di captare vibrazioni sottili. Alcuni sostengono che si trovi all'intersezione di linee telluriche, reti invisibili che collegano i luoghi sacri e potenti della Terra, come se fosse un crocevia spirituale tra dimensioni diverse.

Nel corso degli anni, sono stati documentati diversi malfunzionamenti tecnologici: droni che si bloccano inspiegabilmente, GPS che perdono il segnale, fotocamere che smettono di registrare. Anche la vegetazione segue un comportamento strano: oltre gli 850 metri, la flora diventa improvvisamente sterile, come se la terra respingesse qualsiasi tentativo di crescita. Gli esperti botanici parlano di suolo povero. Gli altri… parlano di energia.   

UFO e contatti con l’ignoto

Da decenni, il Monte Musinè è al centro di avvistamenti UFO e presunti incontri ravvicinati:

🔹 Il più noto è quello dell’8 dicembre 1978. Due escursionisti si imbattono in una luce fortissima in vetta. Uno di loro si avvicina e svanisce per ore. Viene ritrovato sotto shock, con una bruciatura sulla gamba. Racconta di avere visto quattro creature con teste a melone, scese da un oggetto a forma di pera, che lo hanno paralizzato con un semplice gesto.

🔹 In anni successivi, testimoni oculari parlano di oggetti cilindrici fluttuanti, luci giallo-verdi con riflessi mutevoli, e silhouette umanoidi che si muovono dentro navicelle semi-trasparenti.

🔹 A più riprese, sensitivi e ricercatori raccontano di ricevere messaggi telepatici, come se sul Musinè fosse attivo un canale di comunicazione non umano. Gli esseri contattati? Non extraterrestri in senso fisico, ma coscienze interdimensionali capaci di vibrare su frequenze che normalmente non possiamo percepire.

Simboli, streghe e storie perdute

Ma il monte non parla soltanto il linguaggio degli alieni. È anche terra di streghe, miti antichi e simboli dimenticati:

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  • Le masche, le streghe piemontesi, sono protagoniste di numerose leggende. Si dice venissero qui a raccogliere erbe cresciute in corsi d’acqua che scorrono al contrario, luogo ideale per incantesimi.
  • Alcuni racconti parlano di Re Erode, condannato a vagare eternamente sul Musinè dentro un carro di fuoco, per espiare la strage degli innocenti.
  • Nel 966 d.C., durante la consacrazione di una chiesa vicina, sfere di luce attraversarono il cielo con estrema velocità. Gli abitanti, spaventati, interpretarono il fenomeno come segno divino… o diabolico.
  • Nel 1973 compare sulla vetta una targa misteriosa, cementata ai piedi della croce: “Qui è l’Una Antenna dei Sette Punti Elettrodinamici”. Seguono nomi come Gesù, Buddha, Gandhi, Confucio—una sorta di codice spirituale che suggerisce che il monte sia collegato a grandi entità guida. La targa scompare, poi riappare nel 1984 per volontà di un gruppo di esoteristi.
  • Effetti sulla psiche e sul corpo

    Chi sale sul Musinè spesso riferisce esperienze difficili da classificare:

    • Senso di disorientamento temporale, come se le ore rallentassero o accelerassero.
    • Sensazioni di essere osservati, pur essendo soli.
    • Sogni lucidi, incubi intensi o visioni dopo l’escursione.
    • Alcuni raccontano di incontri con figure vestite in abiti antichi: viandanti, monaci, soldati che scompaiono appena incrociati.

    Ci sono addirittura escursionisti che affermano di non ricordare parte del tragitto compiuto, come se il monte li avesse momentaneamente “scollegati” dalla realtà

  • Il Monte Musinè non si scala. Si attraversa.

  • Per chi crede, è un portale. Per chi ascolta, è una vibrazione. Per chi osserva senza cercare spiegazioni, è semplicemente un luogo dove il confine tra logica e intuizione cessa di essere netto.

    Qui, l’alieno si confonde con il mistico, il magnetismo con la magia, la leggenda con l’esperienza. E mentre Torino vive il suo dualismo tra razionalità e mistero, il Musinè osserva tutto in silenzio, come se custodisse una verità che non ci è ancora concessa.

  • il mistero non è solo nei deserti d’America

    Chi vuole vivere il brivido di un incontro ravvicinato del terzo tipo, non è obbligato a varcare i confini sorvegliati dell’Area 51. A volte basta avventurarsi tra i sentieri scoscesi del Piemonte, dove il cielo pulsa sopra il Monte Musinè e il silenzio si fa vibrazione.

    Il vero contatto potrebbe non arrivare da navicelle stellari, ma da un luogo sospeso tra natura e coscienza, dove il confine tra il reale e l'invisibile si dissolve. Non servono permessi speciali—solo cuore aperto, occhi attenti e una mente disposta a sentire ciò che sfugge alla logica.

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