Babadouk...gli sfigati esistono anche tra i mostri








Babadouk: Cronache di un Terrore Sfigato

Io sono il Babadouk. O almeno così mi chiamo, anche se il mio nome ufficiale su alcuni documenti ultraterreni recita “Signor Tremolante di Scantinato Numero 4B”. Ma chi ci fa caso? Io sono il terrore. O almeno ci provo. La mia residenza attuale: un armadio in una cameretta illuminata da luci soffuse, tappeti pelosi e… giocattoli ostili.

I miei predecessori hanno seminato il panico, il terrore, l’insonnia. Io… io inciampo. Sempre.
Già entrare nell’armadio è stato un dramma: la porta scricchiolava così tanto che persino la mia ombra ha esitato a muoversi. Ma io dovevo fare sul serio. Stanotte, ero deciso: terrorizzare la coppia di bambini, i famigerati Tommaso e Matilde, due creature apparentemente innocue ma che in realtà avevano un talento innato per l’ilarità involontaria.


Fase 1: l’entrata in scena

Appena uscito dall’armadio, ho calcolato la distanza fino al letto di Tommaso. Tre passi lunghi, due inciampi e… bam! La mia coda ha colpito la macchinina rossa della linea “Turbo-Rocket-3000”.
La macchinina ha emesso un bip disperato e mi ha sfidato con suoni elettronici aggressivi, come se volesse dire: “Ma chi credi di essere, piccolo tremolante?”
Io ho ruggito, ma il mio ruggito è uscito più simile a uno sniff stanco. Macchinina: vittoria.


Fase 2: l’orrore comincia

Mi sono lanciato sul comodino per spaventare Matilde. Ho sollevato un bicchiere di plastica cercando di farlo cadere: solo che, ovviamente, il bicchiere si è attaccato al mio braccio come se fossi una calamita.
Matilde ha aperto un occhio e ha detto: “Oh, guarda, il mostro ha problemi di coordinazione”.
Non una parola di paura, solo sarcasmo. Io ho provato a riprendermi, ma nel farlo ho urtato una pila di libri: cascata fragorosa. La libreria ha emesso un suono metallico tipo campana dell’inferno, e il mio piede è finito dentro il cestino della carta. Ho pensato che forse era meglio lasciar perdere.


Fase 3: il caos totale

Non demordo. Ho afferrato il peluche gigante di un drago e ho cercato di lanciarlo sul letto. Il drago però, in qualche modo, si è appiccicato alla mia testa. Ho provato a scendere dal comodino ma… ho sbattuto contro lo scaffale dei giochi musicali: campanelli, tamburelli e xilofoni sono partiti in sinfonia cacofonica.
Tommaso ha riso così forte che quasi cade dal letto. Matilde ha applaudito.
Io… ero il Babadouk, eppure mi sentivo come il clown di un circo fallito.


Fase 4: scontro con la macchinina

Deciso a riprendermi, ho puntato di nuovo la macchinina rossa. Questa volta avevo un piano: usarla come esca, farla cadere e spaventare i bambini con il rimbalzo.
Invece, la macchinina ha preso vita propria. Ha fatto un’accelerata a zig-zag, ha colpito il mio piede e sono volato sopra il tappeto come un missile fallito.
La macchinina ha trionfato. Ho provato a inseguirla, ma ho sbattuto contro il comodino: le lampade si sono rovesciate, il peluche drago ha preso fuoco (metaforicamente, ovviamente, ma io ero terrorizzato).
I bambini ridevano a crepapelle. Io sudavo, tremavo, singhiozzavo. Terrore totale… ma nei confronti miei stessi.


Fase 5: la disperazione

Ho deciso di cambiare tattica: approccio psicologico.
Mi sono appostato dietro le tende, pronto a sussurrare qualcosa di inquietante. Ho aperto la bocca… e un batuffolo di polvere è uscito direttamente nelle narici di Matilde.
Matilde ha starnutito, Tommaso ha riso fino alle lacrime, e io ero lì, incapace di fare il minimo effetto.
Il drago appiccicato alla mia testa pendeva come un cappello assurdo. Ho tentato di strapparmelo di dosso… e ho finito per urtare il vaso di fiori. Terribile. Frantumato.


Fase 6: il colpo di grazia

Ho cercato l’arma finale: un’ombra minacciosa proiettata sul muro. Ho sollevato la coperta del letto per fare il grande effetto “mostro allungato”.
Ma la coperta era attaccata a un giocattolo a molla. Ho fatto un balzo indietro… e il giocattolo mi ha colpito in faccia.
Tommaso ha gridato: “Guarda! Sta litigando con una macchinina!”
Matilde ha aggiunto: “E con un drago che non ha denti!”.

Ho provato a gridare di nuovo. Tutto ciò che è uscito è stato un singhiozzo tremolante.


Fase 7: il culmine della sfiga

Alla fine, disperato, mi sono seduto sul pavimento. La macchinina mi puntava come se fosse un revolver elettronico. Il drago pendeva dalla testa. I libri erano sparsi ovunque.
Tommaso ha raccolto la macchinina e l’ha lanciata verso di me: “Prendi questo, Babadouk sfigato!”
Matilde ha aggiunto: “E questo!” tirandomi il peluche drago.
Ho gridato, ma nessuno ha avuto paura. Solo risate. Solo umiliazione.


Fase 8: il finale esilarante

Ho capito tutto in quel momento: non ero un Babadouk temibile. Ero un Babadouk bullizzato dai bambini stessi.
Tommaso e Matilde hanno cominciato a darmi ordini:

  • “Salta dentro l’armadio!”

  • “Inciampa sulla macchinina!”

  • “Fai il rumore più ridicolo che puoi!”

Io… ho obbedito. Ogni comando generava un nuovo disastro: cadute, urla da parte mia, risate dei bambini.
Alla fine, completamente esausto, mi sono rannicchiato nell’angolo dell’armadio, con la macchinina sulla testa e il drago come cappello.
I bambini mi guardavano trionfanti: due piccoli tiranni della loro cameretta, due mini-generali del caos, mentre io… io ero solo un Babadouk sfigato, sconfitto, ma incredibilmente comico.


Fine

E così termina la mia notte di terrore: non ho spaventato nessuno, ho litigato con giocattoli, urtato tutto ciò che potevo e alla fine… sono stato bullizzato dai bambini.
Ma sapete una cosa? Anche se la mia dignità è in frantumi, il mio cuore tremolante ride con loro. Perché niente è più grottesco e comico di un Babadouk sfigato che tenta di fare paura… e fallisce miseramente.


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Povero Babadouk...certo, se al suo fianco ci fosse stato Mozzo sarebbe stata tutta un altra storia..leggi qui cosa combina Mozzo contro zombie e umani peggio degli zombi...tutto da ridere: Mozzo Bastardo per la Gloria: Missione Inferno : cane davvero incazzato eBook : Ferrara, Emanuela: Amazon.it: Kindle Store

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