Il Genio, la Legge e la Polpetta di Kebab

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Amici Go Talent Magico Show

Samir non era un ladro qualunque. Non si accontentava di rubare portafogli, collanine o portatili dimenticati sui tavoli dei bar. No, lui rubava i sogni altrui, le caramelle dei bambini e perfino le patatine mezze fredde dimenticate nei vassoi dei fast food. Un giorno, nel pieno della sua carriera di micro-criminale tragicomico, incontrò Aziz.

Aziz non era un uomo. Era un djinn antico, millenario, con più clausole scritte di quante ne avesse Maria De Filippi in un’intera stagione di Amici. Indossava un turbante scintillante e una tunica così stirata che avrebbe potuto tagliare il pane. Il suo sguardo serio e severo metteva in soggezione chiunque, tranne Samir che vedeva in lui solo un potenziale “affare”.

E proprio in quel momento, apparve Djamal. A differenza di Aziz, lui era giovane, frivolo e con un profumo da discoteca che si poteva sentire a chilometri. Portava sneakers che lampeggiavano e un tablet in mano.

Samir, senza leggere, firmò il contratto digitale. Subito apparve una Lamborghini nera lucida, ma con un piccolo dettaglio: andava a hummus. Dopo pochi metri l’auto emise un rutto sonoro e si fermò davanti a un kebabbaro.

La vera svolta arrivò con una telefonata.

Il giorno dopo, Samir e Aziz si trovarono ad Amici. Maria era seduta sulla sua sedia trasparente, cartelline in mano, immobile come una statua di ghiaccio. Il pubblico era in visibilio.

Samir partì con un freestyle rap. Ma Djamal, geloso, decise di intervenire: trasformò il microfono in un pollo arrosto gigante. Samir, imbarazzato, continuò a rappare mordendo l’ala del pollo. Il pubblico rideva a crepapelle.

Settimane dopo, Samir era ormai diventato la star più improbabile di Amici. Tra balletti disastrosi, rime stonate e magie sbagliate, il pubblico lo adorava. Ma il colpo di scena arrivò quando Aziz fu nominato giudice speciale a Italian Go Talent.

La prima puntata fu surreale. Samir, concorrente, salì sul palco con una coreografia impossibile: ballerini fantasma, cammelli che facevano beatbox e nuvole di glitter. Djamal amplificava ogni effetto fino all’assurdo.

Il pubblico fischiava, ma Samir continuava a ballare. Poi Djamal scatenò fuochi d’artificio che Aziz trasformò subito in fatture fiscali. Il palco si riempì di ricevute con IVA al 22%.

Maria De Filippi entrò in slow motion, seguita da una musica epica.

BOOM. Un lampo di luce avvolse lo studio. Quando la polvere si posò, tutti scoprirono che era nato un nuovo format: Amici Go Talent Magico Show.

Maria lo conduceva con la sua calma olimpica. Samir era la star, Aziz il giudice inflessibile, Djamal l’influencer ufficiale. Gerry Scotti vendeva panini al glitter a bordo palco. Il pubblico rideva, piangeva e ballava allo stesso tempo.

La carriera di Samir esplose. Ogni puntata portava colpi di scena ridicoli: cammelli che cantavano opera, polli che suonavano la fisarmonica, Maria che leggeva contratti legali in diretta con la stessa voce con cui annuncia le sfide di canto. Aziz correggeva le clausole, Djamal faceva esplodere palloncini giganti pieni di couscous.

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