QUESTA SONO IO SENZA PUNTI SENZA VIRGOLE
Stavo ascoltando distrattamente il rumore delle dita che ticchettano la tastiera mentre scrivo. Le pagine virtuali bianche, linde, che puntualmente sporcherò con storie viscerali, paure ancestrali, leggende sentite da bambina mentre le ricordavo nel buio del mio letto e nel silenzio della notte.
E tutto gira, in un continuo susseguirsi di contraddizioni che fanno parte dell'essere umano. E questo mi porta a scrivere, a tingere di sangue storie che sembrano irreali ma sono sottilmente legate alla realtà che viviamo inconsapevolmente ogni fottuto giorno della nostra vita.
Può piacere o no, questo è il contraddittorio tra la sottile linea del reale che si fonde con le più remote paure. La paura del buio infantile che si ripercuote con insistente vergogna a confessare questa paura. La paura della croce e dei segni religiosi, di cui si fa fatica a parlare perché si viene considerati satanisti e quant'altro. La paura di dire semplicemente: "Non mi cibo di carne, non mangio carne, non uccido o faccio uccidere per nutrirmi". Come potrebbe essere possibile questo? Ho un cane eppure non me ne cibo, ho un gatto e se avessi le possibilità adotterei tutti gli animali in pericolo.
Questo sconfina nei miei lavori: gli zombie non sono semplici morti che camminano, ma sono giustizieri di una società ormai al culmine della crudeltà e della violenza. I vampiri sono i miei giustizieri che hanno portato pace ad una violenza carnale subita. I mostri non sono semplici mostri, ma sono giustizieri.
Questo è il mio pensiero che può sembrare folle ma, nella mia vita, c'è un faro: io. Ed è sempre acceso per mostrarmi la strada nel buio della vita...
Questa sono io.

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