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Non è un blog. È un varco nel buio, un luogo dove la realtà si assottiglia e le storie dimenticate emergono per mordere. Racconti horror che sussurrano verità nascoste, leggende maledette che non dovresti leggere, romanzi e podcast che battono come un cuore nel buio. Se sei arrivato fin qui, il tuo mondo non sarà più lo stesso. Orrore, suspense e mistero ti attendono a ogni clic. Nulla può proteggerti: entra a tuo rischio. E se senti occhi su di te... è perché lo sono.
Cronache Oscure Edizioni La zona Oscura
I miei preferiti ( e non sono dolci)
- Intervista col Vampiro. Incubi e Deliri. Il gioco di Gerald .At the Mountains of Madness” (Alle montagne della follia) The Shadow over Innsmouth” (L’ombra su Innsmouth) Dracula B.Stoker. Frankenstein. Luigi Musolino
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Besteseller di Amazon : La doccia
Premette due dita sul vetro.
Per un istante, ebbe la sensazione
che il cristallo le rispondesse.
Una vibrazione lieve.
Quasi
un… respiro.
Elisa tolse la mano di scatto.
Era solo un’impressione.
Aprì l’acqua un attimo per controllare.
Un getto violento
esplose dal soffione, colpendole il polso.
“Ahi!” si lamentò, massaggiandosi la pelle arrossata.
Chiuse subito.
Il getto cessò.
Tutto tornò immobile.
Troppo immobile.
Come un animale che trattiene il fiato in
attesa.
Elisa decise di andarsene al volo.
Chiuse la porta del bagno
senza guardare indietro.
Ma dal corridoio, giurò di aver sentito un tic,
un colpo secco sul vetro.
Come una nocca che bussa.
Una sola
volta.
Sollevò lo sguardo verso il soffitto.
Il silenzio le scivolò
addosso, pesante.
— Quando si arriva a parlare con le docce, vuol dire che è ora di un caffè — sospirò.
E si convinse che quel rumore fosse frutto della sua
immaginazione.
Nient’altro.
Passarono tre giorni senza nulla di strano.
Lavoro, cena
veloce, scroll del telefono fino a crollare sul letto.
La doccia…
era solo una doccia.
Di nuovo.
Finché una mattina Elisa si svegliò con un gelo improvviso lungo
la schiena.
Il pigiama le aderiva alla pelle come una seconda
tuta, zuppo d’acqua.
Le lenzuola bagnate si incollavano alle
gambe.
Ancora.
Ingoiò un nodo.
Si tirò su lentamente, come se il suo corpo
pesasse più del solito.
Guardò il pavimento: piccole impronte
bagnate, dal letto al corridoio, fino alla porta del bagno.
“ Di nuovo?…” mormorò.
Quella voce che non somigliava
alla sua.
Spinse piano la porta.
La doccia era aperta.
Il vetro
gocciolava ancora.
L’acqua scorreva lenta dal soffione, come un
fiore che si chiude.
Elisa restò immobile.
Non ricordava nulla.
Non un sogno,
non un rumore.
Solo buio.
Buio totale.
Si sfiorò il collo.
Umido.
Caldo.
Come se qualcuno
avesse appena posato la mano lì.
— Sonnambulismo… — sussurrò, cercando di crederci.
Aveva
letto che lo stress poteva fare brutti scherzi.
Che il corpo a
volte si muoveva senza chiedere permesso alla mente.
Già.
Però… c’era un dettaglio.
Qualcosa che non riusciva a
ignorare.
Le sue unghie.
Perfettamente pulite, come se qualcuno le avesse
lavate una ad una.
E sotto la pelle delle braccia, una sensazione
strana, come un formicolio.
Una vibrazione silenziosa che le
pulsava dentro.
Elisa inspirò profondamente.
Il vapore le entrò nei polmoni,
troppo profondo, troppo dolce.
Fece un passo indietro.
La doccia sembrava… saziata.
Tranquilla.
Elisa spense l’acqua senza guardarla.
Non voleva vedere il
suo riflesso sul vetro.
Non voleva scoprire cosa le avrebbero
restituito quegli occhi.
Uscì dal bagno tremando, ma con una decisione in testa:
Non sarebbe più entrata sotto quella doccia.
Mai più.
…forse.
Relax
La domenica era il suo unico giorno di pace.
Niente clienti che
urlano, niente mail alle due di notte, niente colleghi che
sorseggiano caffè come fosse un trofeo.
Solo silenzio.
E un
buon libro.
Elisa era rannicchiata sul divano, avvolta in un plaid morbido, con il tintinnio leggero della pioggia contro i vetri a farle compagnia. Novembre aveva finalmente deciso di portare il suo freddo malinconico, quello che invitava a restare in casa senza rimorsi.
La storia la stava prendendo.
Girò pagina.
Una frase le
sfiorò la mente.
Gli occhi si fecero pesanti.
Un battito di ciglia.
Uno solo.
Quando li riaprì, l’acqua le stava colpendo il
volto.
Diretta.
Gelida.
Sussultò.
Il cuore schizzò in gola.
Era nella
doccia.
Totalmente
vestita.
Il libro stretto fra le mani, zuppo, le pagine ridotte a
una poltiglia informe.
— Cosa diavolo…che cazzo... — respirò a fatica, indietreggiando.
Il getto d’acqua rimbalzava sulla giacca, scivolava lungo i
jeans, si infilava nelle scarpe, riempiendole di una sensazione
viscida e fredda.
Il plaid era sparito.
Come il divano.
Come
quei dieci secondi
della sua vita che non riusciva a ricordare.
Provò ad aprire la porta della doccia.
Il vetro non si
mosse.
Sembrava incollato a lei.
O lei a lui.
Le mani tremavano.
Con un gesto istintivo, appoggiò il libro
fradicio sulla parete trasparente.
Le pagine aderirono al vetro
come pelle bagnata.
Elisa trattenne il fiato.
La superficie reagì.
Una lieve ondulazione—quasi
impercettibile—serpeggiò sotto il cristallo.
Come se la doccia
stesse… assaggiando
quell’acqua mista a inchiostro, gustandosi la carta intrisa
dei suoi personaggi, delle sue emozioni....
Troverete il racconto completo nel volume Cronache Oscure antologia dell'orrore edizioni La Zona Oscura
di Emanuela Ferrara
leggilo qui:
Kindle e cartaceo : Cronache Oscure : Ferrara, Emanuela: Amazon.it: Libri
Emanuela Ferrara
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