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Non è un blog. È un varco nel buio, un luogo dove la realtà si assottiglia e le storie dimenticate emergono per mordere. Racconti horror che sussurrano verità nascoste, leggende maledette che non dovresti leggere, romanzi e podcast che battono come un cuore nel buio. Se sei arrivato fin qui, il tuo mondo non sarà più lo stesso. Orrore, suspense e mistero ti attendono a ogni clic. Nulla può proteggerti: entra a tuo rischio. E se senti occhi su di te... è perché lo sono.
Cronache Oscure Edizioni La zona Oscura
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IL VARCO. CRONACHE OSCURE ANTOLOGIA DELL'ORRORE
Le porte della cabina si erano aperte, una volta, su qualcosa di peggiore, qualcosa che credevo di aver dimenticato. Mi sono vista di nuovo lì, schiacciata dalla paura, intrappolata in un ascensore che si era fermato con la porta spalancata… e davanti a me c’era l’oscurità di un obitorio. Tavoli freddi, luci fioche, strumenti metallici arrugginiti, coperti di polvere e macchie indecifrabili. L’odore di disinfettante si mescolava a qualcosa di antico, corrosivo, morto da tempo ma ancora presente.
Ombre lunghe si allungavano sulle pareti di cemento, forme indistinte che si muovevano appena, come se respirassero sott’acqua. Ogni tavolo era un corpo, un residuo, un fantasma silenzioso che aspettava solo il mio passo sbagliato. Il suono umido di gocce che cadevano si univa a un sibilo lontano, quasi un respiro, o forse la mia stessa memoria che mi stava divorando dall’interno. Mi sono rannicchiata, e il terrore si è insinuato in ogni giuntura, ogni osso, come se fossi tornata lì, intrappolata, senza via di fuga, e il tempo stesso si fosse fermato con me.
Poi, con un sobbalzo improvviso, sono stata strappata dal ricordo. La cabina ha tremato, un mezzo piano di discesa senza preavviso, e il presente mi ha colpito come un pugno di ghiaccio. Le porte erano ancora aperte, ma ora non c’era l’obitorio. C’erano cavi spessi, umidi e neri come viscere, un varco osceno che sembrava respirare e osservarmi. Il déjà-vu aveva preparato il terreno per il vero orrore.
Ho premuto i pulsanti ancora, il cuore che mi martellava nel petto, ma non è successo nulla. Il silenzio era così profondo che potevo sentire il mio stesso sangue battere nelle orecchie. Poi, con un lento e sinistro cigolio, le porte hanno iniziato ad aprirsi.....
IL VARCO NON SI FERMA QUI.
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