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Cronache Oscure Edizioni La zona Oscura

CRONACHE OSCURE LA PRIMA ANTOLOGIA HORROR DEL 2026

  IL CONTO ALLA ROVESCIA È INIZIATO: CRONACHE OSCURE STA ARRIVANDO. C’è qualcosa che si muove nel buio. Non è un’impressione, non è la tua immaginazione che gioca brutti scherzi. È il rumore della realtà che si sgretola. L’antologia Cronache Oscure , edita da La Zona Oscura , sta per essere liberata. Tenete le luci accese. Non sono storie da leggere prima di dormire. Sono schegge di vetro infilate sotto la pelle. Insieme alla Zona Oscura abbiamo selezionato il peggio dell'abisso umano, quello che non trova spazio nei libri "perbene". Qui non ci sono eroi, non ci sono salvataggi all’ultimo secondo. C’è solo la cruda, sporca e affascinante verità dell’orrore. Perché ho scelto La Zona Oscura? Perché per raccontare certe storie serve un editore che non abbia paura di guardare il mostro dritto negli occhi. Cosa sta per succedere? Nelle prossime settimane inizierò a sollevare il velo. Vi darò dei piccoli assaggi, dei frammenti di ossigeno bruciato, delle istantanee di un mondo ...

IL VARCO. CRONACHE OSCURE ANTOLOGIA DELL'ORRORE


 

Le porte della cabina si erano aperte, una volta, su qualcosa di peggiore, qualcosa che credevo di aver dimenticato. Mi sono vista di nuovo lì, schiacciata dalla paura, intrappolata in un ascensore che si era fermato con la porta spalancata… e davanti a me c’era l’oscurità di un obitorio. Tavoli freddi, luci fioche, strumenti metallici arrugginiti, coperti di polvere e macchie indecifrabili. L’odore di disinfettante si mescolava a qualcosa di antico, corrosivo, morto da tempo ma ancora presente.

Ombre lunghe si allungavano sulle pareti di cemento, forme indistinte che si muovevano appena, come se respirassero sott’acqua. Ogni tavolo era un corpo, un residuo, un fantasma silenzioso che aspettava solo il mio passo sbagliato. Il suono umido di gocce che cadevano si univa a un sibilo lontano, quasi un respiro, o forse la mia stessa memoria che mi stava divorando dall’interno. Mi sono rannicchiata, e il terrore si è insinuato in ogni giuntura, ogni osso, come se fossi tornata lì, intrappolata, senza via di fuga, e il tempo stesso si fosse fermato con me.

Poi, con un sobbalzo improvviso, sono stata strappata dal ricordo. La cabina ha tremato, un mezzo piano di discesa senza preavviso, e il presente mi ha colpito come un pugno di ghiaccio. Le porte erano ancora aperte, ma ora non c’era l’obitorio. C’erano cavi spessi, umidi e neri come viscere, un varco osceno che sembrava respirare e osservarmi. Il déjà-vu aveva preparato il terreno per il vero orrore.

Ho premuto i pulsanti ancora, il cuore che mi martellava nel petto, ma non è successo nulla. Il silenzio era così profondo che potevo sentire il mio stesso sangue battere nelle orecchie. Poi, con un lento e sinistro cigolio, le porte hanno iniziato ad aprirsi.....


IL VARCO NON SI FERMA QUI.

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