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Cronache Oscure Edizioni La zona Oscura

CRONACHE OSCURE LA PRIMA ANTOLOGIA HORROR DEL 2026

  IL CONTO ALLA ROVESCIA È INIZIATO: CRONACHE OSCURE STA ARRIVANDO. C’è qualcosa che si muove nel buio. Non è un’impressione, non è la tua immaginazione che gioca brutti scherzi. È il rumore della realtà che si sgretola. L’antologia Cronache Oscure , edita da La Zona Oscura , sta per essere liberata. Tenete le luci accese. Non sono storie da leggere prima di dormire. Sono schegge di vetro infilate sotto la pelle. Insieme alla Zona Oscura abbiamo selezionato il peggio dell'abisso umano, quello che non trova spazio nei libri "perbene". Qui non ci sono eroi, non ci sono salvataggi all’ultimo secondo. C’è solo la cruda, sporca e affascinante verità dell’orrore. Perché ho scelto La Zona Oscura? Perché per raccontare certe storie serve un editore che non abbia paura di guardare il mostro dritto negli occhi. Cosa sta per succedere? Nelle prossime settimane inizierò a sollevare il velo. Vi darò dei piccoli assaggi, dei frammenti di ossigeno bruciato, delle istantanee di un mondo ...

I miei preferiti ( e non sono dolci)

  • Intervista col Vampiro. Incubi e Deliri. Il gioco di Gerald .At the Mountains of Madness” (Alle montagne della follia) The Shadow over Innsmouth” (L’ombra su Innsmouth) Dracula B.Stoker. Frankenstein. Luigi Musolino

Diario di una non-morta ovvero quando ho perso i ricordi

«FERMA LÌ, MOSTRO!» Uno dei superstiti gridò così forte che anche le ragnatele si coprirono le orecchie. Aveva una pistola. Una vera. Lucida. Calibro importante. Puntata dritta tra i miei occhi spenti. Kira, che fino a quel momento si era sistemata il collo con entusiasmo da estetista autodidatta, si immobilizzò. Poi, in un’eroica reazione, si girò... sbatté contro il muro. Girò a sinistra... altro muro. Poi a destra. Altro muro. Un aspirapolvere robotico avrebbe trovato l’uscita prima. Io, invece, ondeggiavo. Una leggera marea zombi. Un pensiero balenava nel mio cranio semivuoto: "Sto per essere ricatapultata nel mondo dei morti... ma questa volta definitivamente." Poi, come un tuono in un temporale assurdo... fu Mozzo a muoversi. Con un ringhio basso, profondo, che ricordava un grizzly affamato a cui avevano rubato il panino al salmone e salsa tonnè, si lanciò. Non camminò. Non corse. Volò. Saltò addosso all’uomo armato, abbaiando come se dovesse avvertire tutto il pianeta dell’ingiustizia in atto. Il colpo partì. Sibilò. Ma centrò il soffitto. La polvere cadde a pioggia. Mozzo gli addentò la manica e tirò. L’uomo perse l’equilibrio e cadde all’indietro. La pistola rotolò lontano. Il caos esplose. La nonnina gridava frasi in dialetto imprecisato. Kira si incastrò in una credenza. Io mi alzai, barcollando come una medusa sbronza. Uno degli altri superstiti cercò di sollevare un bastone. Mozzo, con la zampa, gli fece uno sgambetto da manuale. Fu epico. Io guardavo tutto. E per la prima volta… non pensai a mangiare. Pensai a proteggere. Quelle due strane creature – Kira e Mozzo – erano tutto ciò che avevo. Erano la mia non-famiglia. Il mio branco disfunzionale. 


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Diario di una non-morta : quando ho perso i ricordi eBook : Ferrara, Emanuela: Amazon.it: Kindle Store