DIARIO POST MORTEM: ORIGINI
Era una festa d'ufficio. Nessuno mi aveva davvero invitata, ma c’ero comunque. Un collega era stato promosso e tutti sembravano ubriacarsi di prosecco e invidia. Io sorseggiavo acqua tonica e sorridevo alle battute sbagliate. Quando lui — il collega promosso — cominciò a urlare, pensammo tutti fosse uno scherzo. Poi, quando cominciò a mordere una stagista, capimmo che non era per ridere. Lì iniziarono le urla vere. La prima a cadere fu proprio lei, la stagista. Ma si rialzò. E lo fece con gli occhi vuoti e la bocca sbavante. Una collega cercò di aiutarla, venne azzannata alla spalla. Anche lei si rialzò. Il panico montava. Io cercavo la mia amica Clara. La trovai, con un uomo sopra di lei che la stava mordendo al collo. Provai a strapparla via da quella morsa, ma l’aggressore era troppo forte. Finii a terra. Lui mi fu sopra in un attimo. Sentii il morso. Uno strappo nella carne, poi il caldo del sangue che colava lungo la schiena. Ma mi divincolai. Barcollando, con la mano...