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Il Diario di Matteo: Voci dall'Ombra della Peste Veneziana del 1630- La Peste Nera vista con gli occhi innocenti di un bambino, uno dei tanti, che perse la vita nei Lazzaretti

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  Il Diario di Matteo: Il Diario di Matteo: Voci dall'Ombra della Peste Veneziana del 1630 Immergiti nella Venezia del 1630 , un'epoca in cui l'ombra devastante della peste avvolgeva la città, lasciando dietro di sé una scia di dolore e disperazione. Questo post ti porterà tra le pagine del commovente diario di Matteo , un bambino di soli otto anni costretto a vivere la sua breve esistenza tra le mura del Lazzaretto . Attraverso i suoi occhi innocenti e le parole ritrovate anni dopo da un monaco, rivivremo la paura, la solitudine e la speranza in uno dei periodi più bui della storia veneziana. La peste del 1630-1631 fu una delle epidemie più letali per Venezia e per l'intera penisola italiana. I lazzaretti , strutture di isolamento, divennero gli ultimi rifugi per migliaia di persone, spesso orfani e soli come Matteo. Questi luoghi, carichi di sofferenza, hanno visto innumerevoli storie come la sua, spesso rimaste silenziose. Oggi, con questo diario immaginario, vogliam...

Le Ostofiti Maledette: Una Sinfonia Ossea di Assurdità. Quando il corpo comincia a dirti:bay,bay, e cominci a diventare frequentatrice assidua del club: Ricette mediche on the Beach

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🦴 Indice del racconto: Parte 1 – Il Primo Scricchiolio | Parte 2 – L’Invasione Calcificata | Parte 3 – L’Epidemia delle Ossa Ribelli | Parte 4 – L’Assedio delle Ossicine Pestifere | Parte 5 – L’Arrivo dell’Esorcista delle Ossa | Parte 6 – Il Rituale Notturno (e il Caos Inevitabile) | Parte 7 – Patto di Sangue... O di Ossa   Le Ostofiti Maledette: Una Sinfonia Ossea di Assurdità Era così che la vecchia dottoressa le chiamava, prima che venisse rimpiazzata da un assistente vocale con la voce fastidiosamente ottimista di un bambino di cinque anni. "Non sono gravi," blaterava con la sua pacatezza da dinosauro della medicina, "sono solo escrescenze... un po' come i pensieri che non vuoi avere. Ma restano lì, ti pungolano." Un consiglio quasi poetico, se non fosse che intanto sentivi le tue ossa fare a cazzotti sotto pelle. Adesso, invece, il piccolo tiranno digitale cinguetta: "Ciao! Oggi il tuo dolore è del livello 6 su 10. Forza! Puoi ancor...

La finestra che non voleva dormire- una leggenda fiorentina tra storia e mistero

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  Nel cuore pulsante di Firenze, dove ogni pietra racconta secoli di potere, arte e intrighi, sorge Palazzo Budini-Gattai. Elegante e austero, si affaccia su via del Proconsolo, a pochi passi da Piazza della Signoria. Ma tra le sue finestre, ce n’è una che sfida il tempo e la logica: una finestra che non può essere chiusa. La leggenda affonda le radici nel XVI secolo, quando la città era dominata dalla dinastia dei Medici. Si narra che in quel palazzo vivesse una dama di nobili origini, forse legata alla figura enigmatica di Bianca Cappello, amante e poi moglie del Granduca Francesco I. Bianca era bella, colta e ambiziosa, ma la sua ascesa fu segnata da sospetti, gelosie e una morte improvvisa che ancora oggi alimenta dubbi e voci di avvelenamento. Secondo la tradizione, dopo la sua scomparsa, la dama continuò a vegliare dalla finestra del palazzo, in attesa di un amore che non sarebbe mai tornato. Ogni volta che la finestra veniva chiusa, il suo spirito si manifestava: non con u...

Diario Post Mortem - capitolo I

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Lo Zainetto bianco- Tra paura, pregiudizio e verità

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Stavo aspettando il mio turno dal medico, quando un ragazzo è entrato con uno zainetto bianco. L'ha lasciato accanto alla sedia e si è allontanato dicendo che sarebbe andato a prendere un caffè. Trenta minuti dopo, quel piccolo oggetto dimenticato aveva già scatenato mille pensieri nella mia mente. Era giovane, e un'inquietante supposizione si è fatta strada: "E se nascondesse qualcosa di pericoloso?" Un pensiero ingiusto, nato da condizionamenti profondi che a volte si manifestano senza permesso quando ci troviamo di fronte a ciò che non conosciamo. Ma quel ragazzo è tornato. Si è scusato con gentilezza e ha chiesto se fosse il suo turno. Poi ha iniziato a raccontarsi: nato in Italia da madre italiana, si è ritrovato intrappolato in una storia assurda. Stessa data di nascita, stesso cognome di un uomo ricercato. E così, ogni volta che veniva fermato, doveva dimostrare di non essere chi pensavano. Lo zainetto bianco non conteneva minacce. Conteneva una storia. Una vit...

LA SIGNORA DELLE ETICHETTE SELVAGGE

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🎬 La Signora delle Etichette Ribelli Genere: Commedia digitale demenziale — con epicità layoutica. 📍 Disclaimer importante: Nessun gadget è stato maltrattato durante le riprese. 🕯️ Scena 1: La Sidebar Incantata Nel regno pixelato di Bloggaria, regnava il caos… Le etichette si moltiplicavano come conigli. Alcune si nascondevano. Altre facevano "Mostra tutto" come fossero in passerella. Emanuela , bibliotecaria gotica con mantello di codice HTML: “Per la criniera di Linus Torvalds! ‘Racconti’ si è infilato sotto ‘Horror’, ‘Recensioni’ sta facendo l’aperitivo con ‘liguia-intinerari-bici-profumi-piemonte’. È un’orgia di metadati!” 🧱 Scena 2: Il Gadget Maledetto Il gadget “Etichette” prende vita e dice: “Non mi puoi eliminare… io sono duplicato… sono ovunque… anche nel footer.” Emanuela brandisce il mouse come un talismano USB: “Esci da questo layout, o ti cancello col tasto destro!!!” 💥 La sidebar esplode in emoji: 💀📚🗺️ 🌀 Scena 3: Il Rito Finale Co...

La Chiave di Notre-Dame: leggenda oscura tra serrature maledette e spiriti parigini

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La Chiave di Notre-Dame: leggenda oscura tra serrature maledette e spiriti parigini Nel cuore di Parigi , sotto la luce tremolante dei lampioni che si specchiano sulla Senna notturna , la cattedrale di Notre-Dame si staglia contro il cielo come una sentinella antica. I turisti la ammirano di giorno, ma pochi si avventurano nelle sue vicinanze dopo il calar del sole, quando le gargoyle sembrano spiare , e l’aria sa di pietra bagnata e segreti non confessati. Secoli fa, quando le strade del Marais erano percorse da carrozze cigolanti e i passanti si affrettavano a tornare a casa prima dell’Angelus, Baptiste LeFevre , un giovane fabbro della Rue des Forgerons, ricevette un incarico straordinario: creare le serrature principali di Notre-Dame , complesse e sicure, degne del luogo più sacro di Parigi. Ma nel Quartier Latin , dove le ombre sembrano più lunghe e i muri mormorano nomi dimenticati, Baptiste cercava ispirazione… e finì per inoltrarsi in un’officina abbandonata sotto ...

"Tu sei il contenuto" Solo per voi amici miei invisibili...Il faro è acceso...sempre...

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TU SEI IL CONTENUTO  Quando accesi il computer, il monitor tremolò come se respirasse. Un fremito impercettibile, appena sotto la soglia della coscienza. La luce azzurrina illuminava la stanza con un bagliore innaturale, proiettando ombre mobili sul muro alle mie spalle. Non era un difetto. Era qualcosa di vivo. Sul desktop, una bozza aperta su Blogger lampeggiava: titolo “ Cronache Oscure ” . Non ricordavo di averlo scritto. Non avevo mai nemmeno pensato a quel titolo. Eppure il cursore lampeggiava, impaziente, invitandomi a digitare. Seduto davanti al monitor, le dita tremavano appena. L’aria della stanza era densa, pesante, quasi viscosa. Un odore sottile, come metallo riscaldato, si insinuava tra le narici. Sentivo una presenza. Non dietro di me, ma dentro. Poi una frase apparve, una frase che non avevo scritto, al centro dello schermo, in grassetto: “Tu credi di scrivere. Ma in realtà… sei narrato.” Le luci della stanza sfarfallarono. Il lampadario emise un cigolio s...

I fuochi delle anime del Gran Sasso

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visualizza su Vocaroo >> 🔥 I Fuochi delle Anime del Gran Sasso “Alcuni falò bruciano senza legna. Bruciano per restare.” Nel silenzio innevato del Gran Sasso, quando la luna è sottile come un filo e il vento si ritira tra le gole, appaiono i fuochi delle anime . Non scaldano. Non illuminano. Si accendono solo quando qualcuno smette di chiedere e comincia a ricordare. Ogni inverno, c'è chi giura di vederli tremolare tra i sassi, piccoli bagliori immobili. Secondo gli anziani di Pietracamela, sono memorie accese : anime che hanno scelto di restare visibili, ma solo a chi porta il peso giusto. Un escursionista solitario, di nome Elio, raccontò di aver seguito una fiamma fino a una grotta nascosta. Dentro c’era una voce, lenta come la neve che cade: “Il fuoco che hai visto è mio, ma l’anima è tua. Lascia il respiro, e potrai ricordare.” Elio tornò a valle diverso. Non parlava più di altitudini. Solo di profondità. E ogni volta che camminava tra le roc...

le streghe di Roccascalegna

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🩸 Le Streghe di Roccascalegna “Non chiama con voce. Chiama con sangue.” Il castello di Roccascalegna ha mura che sussurrano. Quando l’aria è ferma e la luna piena, si dice che le streghe Una di loro si chiamava Laria . Non parlava. Scriveva. Tracciava simboli con l’unghia sulla pietra, lasciando segni che nessuno ha mai capito. Un giorno, fu catturata. Le strapparono l’ombra e la legarono ai gradini del castello. Ma prima di scomparire disse: “Chi mi dimentica, sognerà il mio volto. Chi mi invoca, vedrà i miei occhi… prima della fine.” Da allora, ogni sette anni, in una notte di silenzio, appare una figura velata che cammina sul ponte. Nessuno la sente, ma tutti la ricordano. Gli animali smettono di muoversi. Le pietre diventano tiepide. Il sangue nelle vene rallenta. I vecchi del paese dicono che Laria non è mai morta: è diventata parte della roccia . E chi cerca risposte troppo profonde, trova solo voci che non vogliono essere ascoltate. Le streghe di ...

La luna di Pennapiedimonte

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🌒 La Luna Nera di Pennapiedimonte “Non è il vento a portare via le voci. È lei.” Dicono che nei boschi sopra Pennapiedimonte, quando la nebbia cala troppo in fretta, la terra trattiene il passo degli uomini. Non è il vento a portar via le voci: è la Luna Nera , creatura invisibile che si sveglia solo nelle notti dispari di luglio, quando il silenzio pesa più del caldo. Un tempo, i pastori evitavano di dormire sotto gli alberi di faggio. “Troppo vivi,” mormoravano. “Ascoltano.” E chi aveva le mani screpolate dalla pietra sapeva che certe ombre non vanno scacciate: vanno rispettate. La Luna Nera non ha volto. Ma possiede occhi. Non due. Tre. Uno nel cielo, uno nel lago, uno nel cuore di chi sogna troppo forte. Un vecchio scalpellino di nome Zopito raccontava che sua madre, da giovane, aveva incrociato la creatura. Le aveva chiesto in cambio della bellezza un sogno che non finisse mai. E la Luna Nera aveva risposto: “Ti darò un sogno che si ripete....

La Leggenda di Diarra e del Lago Rosa (Leeboon Senegal)

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La Leggenda di Diarra e il Lago Rosa (Lëeboon)  Nelle terre dove il vento sa raccontare storie, esiste un lago diverso da tutti gli altri: Lëeboon , il lago rosa. Sulle sue rive, il sale danza con il sole, e la terra sa di sabbia, baobab e antichi spiriti. Nel villaggio di Tëssé , a nord delle dune di Niaga, viveva una giovane donna chiamata Diarra , il cui nome significa “cuore forte”. Diarra aveva il dono raro di comprendere la voce del lago: sentiva nel rumore delle onde le parole degli antenati, e nelle sfumature rosa riconosceva i messaggi della luna. Ogni anno, durante il rituale della luna salina — una cerimonia magica celebrata alla prima luna piena del solstizio — le donne del villaggio si tingevano il volto con polvere di ibisco e versavano gocce d’acqua salata su un amuleto chiamato ngewël , custodito in una zucca intagliata. Quando la grande siccità minacciò la terra, il consiglio degli anziani chiese a Diarra di compiere il rituale dell’ascolto profondo . Lei in...
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visualizza su Vocaroo >> La Torre dei Passi Invisibili La Torre dei Passi Invisibili Esiste un punto preciso sulla collina di Montmartre, nascosto tra le pieghe della nebbia e dimenticato dalla fretta parigina. Un luogo che non compare su nessuna guida turistica, dove le ombre sembrano avere memoria. Qui sorge la Torre dei Passi Invisibili, un edificio di pietra annerita che si erge tra i tetti del quartiere come una nota fuori scala. Nessuno ne conosce l'origine esatta. Alcuni dicono che fosse la residenza di un certo Claude Verre, pittore visionario sparito nel 1881, altri sostengono che la torre non esista davvero — che sia solo un'illusione provocata dal riflesso della luna sulla nebbia. Claude Verre era famoso per le sue tele inquietanti, in grado di alterare la percezione dello spettatore. Secondo la leggenda, una notte completò un'opera che distorceva lo spazio stesso. Chiunque la guardasse affermava di sentirsi attratto...

I Fenomeni degli Specchi Antichi – Indagine su Curiosità Acustiche Dossier su osservazioni registrate, Italia Settentrionale, 1907–1996

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I Fenomeni degli Specchi Antichi – Indagine su Curiosità Acustiche Dossier su osservazioni registrate, Italia Settentrionale, 1907–1996 Tra il 1907 e la fine degli anni ’90, in alcune aree dell'Italia settentrionale sono stati documentati episodi particolari legati a specchi antichi non restaurati . Questi fenomeni sono stati oggetto di discussione in ambiti di ricerca informali e denominati come "Sindrome dei Vocianti" . Secondo i resoconti raccolti, le persone coinvolte descrivono la percezione di sussurri o suoni ambientali insoliti in prossimità di specchi, specialmente quando questi sono coperti (un'usanza tradizionale dopo un lutto in casa). I suoni sembravano provenire dalla superficie riflettente, anche senza fonti sonore esterne evidenti. Casi di Studio e Osservazioni 📍 Caso #001 – Biella, 1907 Un antiquario, mentre svuotava Villa Bravin, riferì di aver udito "una voce sommessa che pareva originarsi dal vetro coperto" . L'uomo, in seguito, a...

il canto che non doveva esistere- folklore Umbro-

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Il Canto che Non Doveva Esistere Racconto ispirato al monastero abbandonato di Santa Maria della Pace, Umbria Si dice che nei boschi sopra Assisi, tra sentieri dimenticati e rovi che sembrano mani, si trovi un monastero che non compare sulle mappe moderne . È lì da secoli, ma nessuno lo cerca. E chi lo trova… non sempre torna. Il Monastero di Santa Maria della Pace fu abitato fino agli anni ’60 da una piccola comunità di monaci benedettini. Ma secondo le voci locali, non erano monaci comuni . Cantavano un canto gregoriano che nessun altro ordine riconosceva . Una melodia senza parole, fatta solo di suoni profondi, come se provenisse da un tempo prima del linguaggio. Il canto veniva eseguito una sola volta l’anno , durante la notte del 14 dicembre, quando la luna si nascondeva e il bosco taceva. Nessuno sapeva perché. Ma chi lo udiva — anche da lontano — raccontava di sogni strani, di volti scolpiti nella pietra che si muovevano , e di ombre che cantavano senza bocca . Nel 1963...

IL CUSTODE DEL QUARTO PORTONE - VERSIONE DEMONIACA

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                       IL CUSTODE DEL QUARTO PORTALE Torino è una città di superfici eleganti, di pietra e armonie geometriche. Ma sotto queste simmetrie, si narra riposi qualcosa di più antico. Le leggende più persistenti raccontano di quattro punti di convergenza energetica nel sottosuolo cittadino: tre conosciuti solo a pochi studiosi di esoterismo, e un quarto… la cui natura è così remota da essere quasi dimenticata. La città notturna sembrava respirare. Non con i polmoni, ma con le pietre. Le strade si gonfiavano di nebbia, i lampioni tremolavano come candele insicure e l’aria odorava di ferro, muffa e pioggia stagnante. Nessuno faceva domande quando la nebbia scendeva così, improvvisa, pesante, avvolgente come una coperta di piombo. I torinesi avevano imparato a riconoscerla: quella non era nebbia meteorologica . Era qualcos’altro. Si dice che sotto Palazzo Trucchi di Levaldigi esista un punto invisibile, un varco an...

La Vespera di Pietrabbruna

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                                                  LA VESPERA DI PIETRABBUNA La Vespera di Pietrabbruna Pietrabbruna era un minuscolo paese arroccato sulle colline liguri, nascosto tra gli ulivi e il profumo del mare lontano. Nessun cartello stradale lo menzionava, e chi lo conosceva davvero non ne parlava volentieri. Perché a Pietrabbruna c'era un nome che nessuno osava pronunciare ad alta voce: la Vespera . Nella luce morbida dell’autunno, quando le viti trasudavano dolcezza e i fichi maturi cadevano a terra senza che nessuno li raccogliesse, la leggenda tornava a vivere. Si diceva che fosse una creatura antica , legata al paese da un giuramento spezzato o da un amore maledetto. Non si nutriva di sangue, come si racconta dei vampiri nelle fiabe, ma di memorie e desideri . Ti consumava piano, mentre sorridevi e non capivi perché ogni giorno ti sentissi più vuoto...

Il lupo di Molfetta (Bari)

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                                                        IL LUPO DI MOLFETTA Il Lupo di Molfetta C’erano notti, nella campagna pugliese, in cui l’aria si faceva immobile e il vento sembrava trattenere il respiro. Era in quelle sere — quando la luna piena sorgeva pallida sull’Adriatico — che gli anziani dicevano di restare chiusi in casa, lontani dai sentieri polverosi e dagli ulivi contorti. Perché là fuori, tra i muretti a secco e le stoppie mosse appena dalla brezza, vagava il Lupo. Ma non era un lupo qualunque. Questa creatura era diversa. I suoi occhi, dicevano, avevano un’espressione troppo umana. Pieni di malinconia, di consapevolezza, come di chi porta sulle spalle un fardello invisibile. Non abbaiava, non attaccava il gregge — ma ululava. E quell’urlo, si diceva, entrava nelle ossa come una lama di ghiaccio. La leggenda racconta che molto ...

MONTE MUSINè IL SEGRETO DELLA MONTAGNA CHE VEGLIA SU TORINO

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                                                                              Monte Musinè: il respiro segreto della montagna che veglia su Torino A pochi chilometri da Torino, all’ingresso della Val di Susa, il Monte Musinè si staglia contro il cielo come una presenza silenziosa, austera e profondamente inquieta. Non è soltanto una montagna—è un simbolo, un mistero stratificato da secoli di leggende, testimonianze e fenomeni ancora oggi senza spiegazione. Anticamente noto come Mont Asiné , "Monte degli Asini", il Musinè è in realtà un antico vulcano spento . La sua struttura geologica è particolare: ricca di minerali come magnetite e magnesite, genera potenti campi elettromagnetici che interferiscono con bussole, trasmissioni radio e perfino con la percezione individuale di spazio e te...